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sabato, luglio 30, 2005

Ultimo post da questo indirizzo. Il blog si trasferisce su www.mannotpixel.com/blog

India, altre storie - Hyderabad

Da una settimana sono in India dove provo per la prima volta la sensazione di aver viaggiato veramente. Ho visto pochissimo, ma anche il minimo contatto e' intenso perche' la differenza culturale e' radicale. Vivo al centro di un campus universatario ma per fare una telefonata devo camminare venti minuti fino ad arrivare a uno dei tanti chioschetti tinti in blu che malamente si tengono in piedi. Da li', cioe' dal nulla, perche' sei circondato da uomini che pisciano per strada, da vacche che si trastullano, dalla cacofonia di clacson del traffico, dagli auto-rickshaw che ti ronzanto attorno. Da li' dicevo, puoi chiamare il mondo, che per me significa chiamare The girl.

Ho materiale per un centinaio di post, ma una delle immagini che mi preme subito condividere e' quella del mercato di Charminar: incastrato tra quattro enormi archi con dei minareti al di sotto dei quali un'umanita' stravagante di musulmani, hindu, buddisti, oriyusha, straccioni, famiglie, venditori di ogni tipo e genere, bambini mendicanti, mutilitati e vacche formano un panoarama incredibile. Si tratta di uno spazio grande piu' o meno quanto l'intero quartiere della Kalsa. La solita orchestra del traffico si mischia alle grida dei venditori. Non ci sono turisti, sono solo davanti a questa massa. Ho un'apparenza diversa e diversi abiti. Anzi, rispetto a molti li' io ho gli abiti. La massa spesso si apre davanti a me, mi fanno passare. Non mi sento mai in pericolo, ma sono preso da una sensazione di irrealta'. Uno del nostro gruppo che ci era stato il giorno prima mi ha detto che per lui e' come avere preso una pastiglia di LSD.

Durante il giorno siamo invece rinchiusi in un'aula di seminario, dodici persone da quattro continenti diversi, a discutere di come scovare le radici storiche di questa globalizzazione e cercando di capire come l'hanno vissuta le persone che lavorano. Si tratta di uno scambio intellettuale intensissimo di cui forse capiro' veramente la portata piu' tardi.

Intanto, come notate, The Girl sta lavorando a un restyling del blog...

L'ho scritto io alle 7/30/2005 02:19:00 PM

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giovedì, luglio 21, 2005

Ultimo post!! IL BLOG SI E' TRASFERITO SU www.mannotpixel.com/blog

Piccole bombe

Again. Di nuovo. Lo vengo a sapere da una telefonata di The Girl (preoccupata, poi sollevata, poi di nuovo preoccupata) che dietro la mia abitazione temporanea hanno messo una bomba e poi altre tre, altrove. Uno prova a scrivere un paper e attorno gli scoppiano le bombe. Intanto sento le sirene e gli elicotteri. Per fortuna non ho troppo bisogno di muovermi col tube in questi giorni. Ma mi sento in ansia. Poi non capisco perch� si devono accanire con la zona dell'University college.

Mi avvio comunque verso la biblioteca, il paper deve essere scritto. Fuori c'� una strana atmosfera, tutti sono per strada. Molti uffici sono chiusi, permettono alla gente di avviarsi verso casa adesso che praticamento tutto il sistema di trasporti � bloccato. Un gruppetto si attarda davanti a un fioraio che, su un grosso stereo portatile, si � sintonizzato sulla BBC. Siamo a trecento metri da Warren street, ma � dai media che cerchiamo di capire cosa � successo.

Almeno la meta' di noi, me compreso, ha un apparecchio multimediale in mano: dalla macchina digitale che fa anche i video al telefonino che fa le foto. Tutti riprendono, immortalano. Siamo digital citizens . Devono essere passati venti minuti dalla bomba. Continuo a cammminare. I pub sono strapieni e tutti siedono fuori. Se ne puo' approfittare per un drink visto che la giornata � fantastica, si puo' stare con jeans e maglietta senza sentire n� caldo n� freddo. Su Tottenham Court Road, tutta chiusa al traffico, si puo' camminare sull'asfalto. C'� un sacco di gente e uno strano silenzio, interrotto solo dai veicoli della polizia che si fanno strada e dai media che hanno teleobiettivi stratosferici che sembrano arrivino a vedere fin dentro ai meandri della tube.

Stasera vedro' Gerardo e Brett. In mancanza di tube, e con i bus bloccati, letteralmente, nel traffico, attraversero' tutta Londra come stanno facendo centinaia di migliaia di persone in una ordinaria giornata di panico.
L'ho scritto io alle 7/21/2005 07:44:00 PM

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mercoledì, luglio 20, 2005

Vlog #3 - London: Rough cuts

A tornarci di rado tutto a Londra mi sembra adesso cosi' tipico, dai rubinetti separati per l'acqua calda e fredda, alle cerniere dei chiavistelli, ai riti di socializzazione nei pub. Andando in giro non ho potuto fare a meno di registrare quello che é sempre li', e che magari in altri tempi mi é sembrato scontato, e ne ho fatto un vlog. In giro, pero', ci sono anche cose tristi, forse ancora per poco. Ho registrato anche quelle.

[Peso 6,3 MB - Musica: Boards of Canada]

Vlog #3 - London: Rough cuts

L'ho scritto io alle 7/20/2005 11:01:00 PM

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venerdì, luglio 15, 2005

Due to the instances

Due to the instances that took place on July the 7th the Circle line is temporarily suspended

Questo flemmatico understatement, ripetuto ogni paio di minuti, annuncia nelle gallerie dell'underground londinese i servizi sospesi a cause delle bombe. La metropolitana, sui cui si muovono milioni di persone, funziona a meta', ma naturalmente nessuno si lamenta. All'annuncio vedo solo facce rassegnate, alcune assorte in un silenzio che potrebbe essere dolore.

Sono passato su alcuni dei luoghi del massacro, anche perché si trovano tra il posto dove abito e la British Library. Il perimetro é chiuso da poliziotti gentili che ti fanno andare in un'altra direzione. Nessun segno di violenza é visibile. L'accesso é coperto da teloni di cellophan, dietro i quali in trasparenza si vedono muoversi delle silouhette in divisa.

Ma non ci sono neanche bandiere o altri segnali patriottici, come si trovavano a decine presso Ground zero (anche da li passai, per caso, dopo 9/11) dando una sensazione sgradevole di non rispetto per i morti. Qui invece, sulle scalinate di una chiesa fuori dal perimetro, centinaia di bouquet, con dei messaggi di cordoglio.

Per quanto mi riguarda passo le giornate sui libri nella sala "humanities" della BL, dove nel silenzio si sente solo il fruscio dei polpastrelli sui laptop, la luce bianca é diffusa e abbondante, i posti nei tavoli ampi e comodi, e quindi non si puo' fare altro che studiare. Uscendone, mentre il giorno diventa un lunghissimo crepuscolo torno ad assoporare l'euforica sensazione di liberta' del venerdi' sera, il momento clou della settimana londinese.

L'ho scritto io alle 7/15/2005 07:58:00 PM

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mercoledì, luglio 13, 2005

Transiti

Sono a Roma, in transito. In giornata ho cercato la concentrazione nella sala della biblioteca nazionale. E' stato un bene, vi ho fatto scoperte preziose. Nel silenzio dello studio ogni tanto mi capitava di guardarmi dall'alto. Voli dell'immaginazione che mi riescono quando mi sento altrove. A volte sorridevo pensando alle cose degli ultimi giorni. Oppure mi proiettavo in avanti, senza troppo entusiamo, verso le mete che mi attendono. Ogni tanto le telefonate di The Girl mi facevano ripiombare a casa, dove ci sono vecchie e nuove decisioni da prendere, questioni da ponderare, scenari terribili da scongiurare, consigli da dare. Alla fine, uscendo dalla sala, ricapitolavo tutto nella mia testa. Mi sono accorto che l'uomo della sicurezza mi fissava. Stavo parlando da solo. Vabbè e che c'è di male? E' solo immaginazione.

L'ho scritto io alle 7/13/2005 09:20:00 PM

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martedì, luglio 12, 2005

Racconti del fuoco

Così ci siamo ritrovati tutti attorno al fuoco. Sprofondati in una notte da stelle cadenti. Siamo quasti tutti coetanei. Alcuni tremendamente intelligenti, altri ideologizzati, altri poetici, pochi noiosi. Siamo qui per un convegno, anzi simposio, ma certe volte ce lo dimentichiamo. Siamo tutti davanti al fuoco e si aspetta che qualcuno racconti una storia. Siamo tutti storici, ma non lo fa nessuno. La conversazione è frammentaria. Sono cadute le barriere, perchè ormai, dopo tre giorni, sappiamo da dove veniamo, anche se un po' meno dove andiamo. Un senso di "comunanza" che non sentivo da molto tempo e che negli altri casi avevo raggiunto dopo percorsi tortuosi. Qui tutto è stato facile. Senza imbarazzi. Magari iniziando con un "ti ho notato perchè...". E quindi non finisce qui. La mia agenda si è arricchita di nomi e mail e biglietti da visita. Qualcosa nascerà da questo groviglio e forse un giorno ci troveremo, alcuni di noi, attorno a un fuoco, a raccontare di questa storia...

L'ho scritto io alle 7/12/2005 12:05:00 PM

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domenica, luglio 10, 2005

La spartenza

Improvvisamente in un altro luogo. Uno straccio di terra circondato da canneti e rane. La notte, un cielo stellato che ti casca addosso. Sono all'isola Polvese, sul Trasimeno. Posto strano per un convegno. Bisogna ripararsi dal sole e dalla voglia di oziare. Molti cani e bambini. Poi proseguirò per Londra e per l'India. E lì saranno altre storie.

Per metà però la mia testa è a casa, dove è rimasta The girl. Mai viaggio fu più spartenza per me come in questo periodo. Qui faccio cose utile e conosco persone interessanti, ma tutto è condito da un velo di malinconia e nostalgia. Ma forse questo è un bonus.

L'ho scritto io alle 7/10/2005 10:12:00 AM

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giovedì, luglio 07, 2005

Di passaggio, a Bloomsbury



Questa è una delle tante immagini che stanno venendo fuori in queste ore: una donna sotto shock in una delle strade di Bloomsbury che abbraccia una preziosissima bottiglia d'acqua.

Gli attentati di Londra mi hanno impressionato moltissimo anche per il fatto che sono accaduti in tutti i luoghi che conosco meglio: alla caotica stazione di King's Cross, dove si scende per andare alla British Library; a Tavistock Square, vicino all'UCL e all'Institute of Historical Research, dove, per quattro anni, sono passato un paio di volte al giorno quando andavo a lezione o ai seminari. E poi Edgware Road, la mia fermata di metropolitana per i due anni che ho vissuto in quella strada.

A tanta distanza di tempo e di chilometri, sento la strage tutta sulla mia pelle, perchè conosco i luoghi: quel giardinetto con le panchine attorno, adesso probabilmente travolte dai rimasugli del bus; l'hotel Hilton di Edgware Road, orrendo architettonicamente, ma che almeno adesso è servito a qualcosa diventando un primo punto di soccorso. Nessuno ancora ha scritto che di fronte all'underground c'è una delle più grandi stazioni di polizia di Londra. Forse una ragione per la scelta di questa strana location, essendo una zona frequentata da molti provenienti dal medio oriente, i quali figureranno sicuramente fra le vittime e feriti.

In tutti questi luoghi ci ritornerò fra una settimana esatta per un viaggio programmato da tempo che però adesso mi da la sensazione strana di averla fatta franca per poco. Tranne nuove tragedie, naturalmente. Troverò tutto normalmente funzionante, e forse un nervosismo serpeggiante e unspoken.

Infine voglio esprimere la mia ammirazione per il modo in cui gli inglesi fronteggiano questi eventi. Non li possono evitare neanche loro, ma erano pronti. Dopo pochi minuti i soccorsi erano lì. Hanno liberato feriti e intrappolati evitando di far aumentare il numero dei morti. Le immagini mostrano per la maggior parte feriti di cui ci si è già presi cura. Ho paura di quello che potrebbe succedere con un simile evento in Italia.


L'ho scritto io alle 7/07/2005 07:16:00 PM

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domenica, luglio 03, 2005

Vlog #2 - Mapping territory around me: the park

Non si è spenta l'eco del primo vlog ed ecco il secondo!

Un giro nel parco, uno sguardo che vuole cogliere qualcosa e vari personaggi, umani e animali, che a poco a poco appaiono e scompaiono... Musica dei Mum.

[cliccaci - peso 4,5 MB - audio ON]





L'ho scritto io alle 7/03/2005 10:55:00 PM

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sabato, luglio 02, 2005

Motori di ricerca

E' strano che mi arrivino tante mail che propongono scambi di coppie.

Del resto, chi inserisce le parole: nicola masochista o situazione sado su Google trova il mio nome in cima alla lista...


L'ho scritto io alle 7/02/2005 10:59:00 PM

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giovedì, giugno 30, 2005

Le elezioni del Rettore

Il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Palermo Giuseppe Silvestri è stato riconfermato per la terza volta consecutiva nel suo incarico. L'impressionante risultato non può essere sminuito dal fatto che Silvestri fosse l'unico candidato alla prestigiosa carica. Riporto senza commenti le sue dichiarazioni a caldo, anche se mi preme sottolineare dei passaggi abbastanza imbarazzanti…

“Sono molto soddisfatto – ha commentato Silvestri – per la risposta che l’ateneo ha dato a un gioco di squadra. E’ una gratificazione non solo mia ma di tutti i colleghi, degli studenti, degli amministrativi che si sono adoperati per tenere alto il nome dell’ateneo e per farlo diventare sempre più importante nel panorama della formazione e della ricerca del Paese. È una conferma che c’è stata una condivisione delle scelte che abbiamo fatto e di quelle che abbiamo espresso in un corposo e denso programma di governo per i prossimi tre anni”.

L'ho scritto io alle 6/30/2005 04:46:00 PM

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lunedì, giugno 27, 2005

Batman begins di Christopher Nolan

Dopo due tentativi andati a buca siamo riusciti - all'ultimo giorno, mentre già al cinema Golden rimescolavano le lettere del tabellone per annunciare il nuovo film in programma - a vedere il nuovo film di mio compare (stessa università, stessa "film society", non per vantarmi) Chris Nolan. Un regista che si è fatto da solo partendo da un film girato nei sabati pomeriggio con quattro disgraziati e una 35mm presa in prestito all'associazione cinematografica dell'UCL. All'epoca ne uscì "Following". Pochi mezzi, ma bella sceneggiatura. Dopo fece "Memento", dal quale di nuovo si capiva che la narrazione era il suo forte. Il terzo film (scusate l'excursus) fu "Insomnia", un remake di un bel film che, rifatto da uno studio americano, poteva solo peggiorare. Il gusto per la svolta nel plot, per la caratterizzazione non stereotipata dei personaggi, riemerge invece in questo Batman, serie che aveva impressa la sacralità buffa della regia di Tim Burton. Nolan non ne avrebbe potuto trarre un film più diverso e ha ottenuto un risultato straordinario.



Con tutti i film di supereroi che circolano, gli effettacci o i combattimenti acrobatici non mi dicono molto. Il punto forte qui è la storia. Nolan procede alla demitizzazione del personaggio soffermandosi a lungo sulle premesse caratteriali che fanno scelgliere a Bruce Wayne di vestire in nero, volare sui tetti e inseguire il crimine. E tutto pare perfettamente ragionevole.

Wayne deve attraversare un training da ninja sulle montagne dell'Himalaya (in realtà è l'Islanda) per acquisire le abilità tecniche che userà in seguito: ma vi pare che a combattere da Batman ci si arriva facendo la vita del pollastro milionario? Dopo Princeton si perde nei bassifondi del crimine, dove cerca di neutralizzare il suo senso di vendetta picchiandosi e facendosi picchiare rinchiuso, da innocente, in un campo da detenuti da qualche parte in Asia. Siamo molte miglia lontani da Gotham city, dove intanto il consiglio di amministrazione della società del padre (defunto) lo ha dato per morto; ma lo aspetta il fedele maggiordomo, che poi diventerà suo complice.

La prima ora del film è superba. Tutto lavoro sul personaggio. Non lo vediamo ancora in costume. L'interprete, Christian Bale, che era ridotto a una stella filante in "L'uomo senza sonno", qui è muscoloso e atletico. Gradevole di aspetto, ma non troppo bello, non finto.

Poi entriamo nel vivo della vita di supereroe, con i supercattivi, gli inseguimenti volanti, gli sciami di pipistrelli. Ma la storia continua a reggere, pur incanalandosi nei sentieri classici del genere.

Mia fissazione. Ancora una volta il casting azzeccato against the type amplifica il potenziale della storia. Michael Caine, di solito duro super cool, fa il maggiordomo; Gary Oldman, da Dracula in poi sempre cattivo, è un quieto poliziotto di quartiere che rifiuta la corruzione; Liam Neeson non è il mentore buono di Guerre Stellari, ma cattivo, cattivissimo; di Christian Bale ho gia detto. Buono anche Rutdger Hauer. Detrae alla qualità del film Morgan Freeman che fa la parte del solito... Morgan Freeman. In generale comunque l'idea di Nolan è di usare un eccezionale cast di comprimari per dare spessore ai personaggi secondari.

Siamo rimasti in sala per vedere i primi tre minuti di proiezione che avevamo perso e per poco non abbiamo ceduto alla tentazione di rimanere per rivedere l'intero film. Meno male, all'uscita la macchina era in panne, batteria a terra, forse bobina bruciata. Siamo tornati a casa con procedure di emergenza. I mezzi, e la vita, di Batman esistono solo nei film, per fortuna.
L'ho scritto io alle 6/27/2005 11:43:00 PM

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domenica, giugno 26, 2005

Le ricamatrici di Eleonore Faucher

Entriamo in quella che era l’arena del multisala Aurora. Adesso c’è una sala per metà chiusa e per metà aperta. Praticamente d’estate tolgono lo schermo interno, et voilà, ci si ritrova in giardino, con davanti alle poltrone delle sedie di plastica e più in là uno schermo più grande sul quale, in attesa della proiezione, si distendono una decina di gechi a caccia degli insetti del crepuscolo. Forse non mi sono spiegato bene, bisogna andarci, non penso ce ne siano molte di sale così. Si ha la sensazione che lo sguardo sfondì lo schermo.



C’è poca gente in sala per vedere questa bella opera prima della Faucher. Si tratta per lo più di vecchie signore, in gruppo o accompagnate dai loro mariti. Immagino che siano state attratte dal titolo. Ma le ricamatrici non è affatto un film nostalgico. La storia è contemporanea e senza melodrammi. Due destini, due donne di diverse generazioni, s’incrociano dopo due eventi incidentali e speculari: un concepimento, una morte. Entrambe rifiutano l’accaduto, ma arrivano poi ad accettarlo, col reciproco aiuto. Sembra banale, ma non lo è, sia perché di queste storie è fatta la sostanza della vita, sia perché la mano della regista è lieve e poetica, di grande perizia cinematografica e narrativa.


L'ho scritto io alle 6/26/2005 10:33:00 AM

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sabato, giugno 25, 2005

Avanguardie a Palermo

Cercasi testimonianza visiva (foto o video) dello show di Uwe Jantsch ieri a Palermo da inserire in questo blog. Lo spettacolo è consistito, lo dico per i pochi che non fossero stati presenti, nell'assumemere posizioni da cristo in croce davanti a un riflettore al terzo piano di un palazzo diroccato in piazza garaffello (vedi qui foto d'archivio), a ciò è seguito il lancio di balle di vernice rossa su delle pareti bianche, a volte però mancando il bersaglio (e per esempio prendendo in pieno il motorino della mia amica mary). Erano presenti circa mille persone. Di sottofondo, musica techno.

Per le passate performance dell'artista vedi il post del 4 luglio 2004.

L'ho scritto io alle 6/25/2005 12:40:00 PM

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mercoledì, giugno 22, 2005

Vlog* #1 - Il valzer del posteggiatore

Piazza Marina è divisa in zone segnate da confini invisibili, ma invalicabili. In ognuna di esse regna un posteggiatore. Ma a volte nascono discussioni...

[clicca per vedere, circa 2,5MB, audio ON]



* Un vlog (video log) è un video realizzato con mezzi poveri (spesso una webcam), distribuito tramite un blog (che nel caso contenga soltanto post video diventa automaiticamente vlog) e NON di contenuto narrativo (cioè non un cortometraggio).

La definizione è tuttavia ancora in the making. Per maggiori informazioni è utile l'articolo di wikipedia.


L'ho scritto io alle 6/22/2005 11:51:00 PM

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