Un paio di recensioni entusiaste mi hanno fatto correre ieri insieme a The Girl ed Elina (di sabato, non lo faccio mai) a vedere Kill Bill 2.
Ci sono venti minuti in KB2 che, come nel miglior Tarantino, danno un'esperienza completa del cinema allo spettatore, cioe' lo stupiscono, lo tengono in sospeso, lo divertono, riempono il suo senso estetico, lo collegano all'esperienza dei personaggi implausibili della storia. Si tratta della scena in cui Uma Thurman viene seppelita viva dal compassato Michael Madsen (del quale mi chiedevo se l'avrei visto fare piroette da kung fu e infatti non le ha fatte). Lasciando Uma Thurman nella tomba, a dibattersi mentre si esaurisce il poco ossigeno a disposizione e lasciando lo spettatore senza nessuna idea di come cacchio farà a uscirsene per andare ad ammazzare Bill, Tarantino inserisce un lungo flash back del tirocinio di The Bride col suo capriccioso e arrogante maestro cinese Pao Mai (vedi immagine sopra). Alla fine del flashback sara' perfettamente plausibile il modo in cui Uma se ne esce fuori, con una sequenza epica che unisce la rinascita del personaggio ad un citazione di Romero.
Il film è bello per questi momenti così. E' meno coerografico del Volume 1 e più in uno stile di western malinconico che di film di arti marziali. Non posso dire però che mi abbia convinto del tutto. Mancano i dialoghi sfiziosi cha hanno fatto delle Iene o di Pulp Fiction dei film culto. Il fatto che il film sia un pastiche postmoderno di citazioni stanca un poco. Riuscivo ad avvertire che certe sequenze erano della citazioni pure quando non conoscevo il film di riferimento, questo non succedeva nei precedenti film di Tarantino e non è un buon segno, perche' vuol dire che lo spettatore (o forse vale solo per me) non e' sempre dentro la storia.
Detto questo, tra qualche anno voglio affitarmi il DVD con la versione completa, preparare una pentola di popcorn, e riguardarmelo per sghignazzare insieme a degli amici. Magari mi fara' un altro effetto. L'ho scritto io alle 4/25/2004 09:06:00 PM
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