Ieri sono andato al cinema per vedere Dopo mezzanotte, ma quando si sono spente le luci e la pellicola ha cominciato a scorrere mi sono accorto che invece si trattava di un film che finora avevo volutamento evitato: I diari della motocicletta di Walter Salles
Questo piccolo incidente dovuto alla solita imprecisione di notizie su internet riguardo ai film e' stata abbastanza fortunoso. Il film infatti mi e' piaciuto.
Sono piu' a mio agio nel criticare i film che non nel spiegare la loro bellezza, quindi prima quello che non mi e' piaciuto: il lato politico, la non problematizzazione della figura di "Che" Guevara, il modo acritico di sfruttare il mito.
Quello invece che rende il film godibile, epico e commuovente e' piu' difficile da spiegare. La sceneggiatura e' ottima, perche' appunto l'esistenza di un mito attorno a questo personaggio ha permesso di dare un valore aggiunto a quello che non e' altro che la storia di due ragazzi che scoprono se stessi, con il fuoco naturalmente sul Che. Una viaggio di formazione che porta alle soglie della propria vocazione. Si, e' la storia del comandante militare di una rivoluzione, ma chi non si riconosce in questo processo? Io sicuramente si. Eppoi la macchina da presa e' sempre al posto giusto, il montaggio e' secco ed ellittico, il protagonista Gael Garcia Bernal e' bello e bravo.
Un po' melenso quando il protagonista si butta nel fiume pericolo per andare all'altra riva e dire addio alla comunita' di lebbrosi. Ma il Che l'ha fatto veramente, che ci vuoi fare... L'ho scritto io alle 7/10/2004 09:56:00 PM
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