Di solito non recensisco film vecchi, ma non e' tutti giorni che mi capita di vedere, sul grande schermo, un film di Carmelo Bene.
A dire la verita' io CB non lo conosco affatto, ma conosco l'alone di leggenda che lo circonda e questo film, il primo che ha girato, passa per il suo capolavoro. Ne ho approfittato che lo mostrassero nell'ambito della rassegna estiva del kals'art per avvicinarmici timidamente.
Che dire? Il film fece scandalo all'epoca (1968) e forse lo farebbe ancora oggi, ma non gliene frega piu' niente a nessuno. Fra il centinaio di persone che assistevano alla proiezione, nella cornice mozzafiato delle volte della Chiesa dello Spasimo, ho captato gli stessi umori che percepivo dentro me. Ma cosa esattamente stiamo guardando? Che tipo di preparazione intellettuale bisognava avere per capire questo film? La mia risposta, come sempre davanti a pellicole incomprensibili, e': nessuna. Un film non puo' che essere autoreferenziale e CB non si puo' sottrarre a questa regola.
La trama: non ce n'e', ma incanstonata in alcuni riferimenti a un'invazione turca del Quattrocento a Otranto vi e' la vita del protagonista, cioe' CB (il quale essendo leggermente egocentrico e' presente in quasi tutte le inquadrature) in diverse sue apparizioni e trasformazioni. Per la maggior parte nelle vesti di un personaggio sadico o autolesionista. A un certo punto CB si imbatte in una figura celestiale e volgare, la santa, che si innamora di lui e lo vuole salvare dal nuovo arrivo dei turchi. Ma il racconto e' caotico, non lineare. E la cosa piu' bella alla fine sono certi monologhi di teologia trash come questo. Il punto piu' alto del film, forse una delle piu' grandi scene culto del cinema italiano, e' il monologo, che dura circa venti minuti, di CB frate con doppia personalita' il quale, in falsetto e voce da baritono, dibatte con se stesso mentre si fa la pasta, si prende a botte, dandoti veramente l'impressione di essere due personaggi distinti, semplicemente mettendosi e togliendosi la barba.
Alla fin fine, da quello che ho visto ieri, mi sembra che il lato veramente leggendario di CB sia quello della performance, il cinema e' stato soltanto un mezzo per mostrare quest'ultima.
L'ho scritto io alle 8/13/2004 09:53:00 AM
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