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giovedì, dicembre 09, 2004

Donnie Darko di Richard Kelly

Mi sembra di aver visto per la prima volta questo film a maggio scorso. Ero da Gerardo, non c'era niente da fare e lui disse: questa è serata da Donnie Darko. Affittamo il dvd, che lui aveva visto già più volte e comprammo una vaschetta di mezzo chilo di Haagen-Dazs. All'epoca non sapevo di vedere un film già cult.



Ora ho controllato nel blog (a qualcosa serve) e non faccio menzione di questo episodio, eppure già allora il film mi era piaciuto. Per varie ragioni e soprattutto perchè ha una sceneggiatura che lascia spazio all'immaginazione fregandosene delle regole classiche e dei tempi della scrittura cinematografica.

Sull'ambiente già tante volte visitato cinematograficamente della suburbia americana si innesta il tema ultraterreno della profezia e del viaggio nel tempo e la cosa stranamente funziona. Lo spettatore, come il protagonista con cui si simpatizza al cento per cento (chi non vorrebbe essere come Donnie Darko?), non sa mai quello che accadrà dopo e anche la risoluzione finale lascia dei dettagli in sospeso. Il film lascia un senso di suggestione che è irrazionale ma che è anche il marchio delle storie che si ricordano. Un punto forte è la caratterizzazione dei personaggi anche di quelli secondari che hanno poche battute nel film, molti dei quali potrebbero a loro volta diventare protagonisti di storie parallele. Un altro asso nella manica è l'uso della musica poco ortodosso, che irrompe più alla maniera di un videoclip che come colonna sonora di sottofondo.

Donnie Darko esce in Italia a tre anni di distanza, come tutti sanno, e grazie a questa circostanza si guadagna l'entry nel mio blog che gli avevo ingiustamente negato la prima volta. So però che da qualche mese è uscita in America un Director's cut, mi toccherà vederlo di nuovo!

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Cellardoor

L'ho scritto io alle 12/09/2004 01:09:00 AM

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