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giovedì, luglio 21, 2005

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Piccole bombe

Again. Di nuovo. Lo vengo a sapere da una telefonata di The Girl (preoccupata, poi sollevata, poi di nuovo preoccupata) che dietro la mia abitazione temporanea hanno messo una bomba e poi altre tre, altrove. Uno prova a scrivere un paper e attorno gli scoppiano le bombe. Intanto sento le sirene e gli elicotteri. Per fortuna non ho troppo bisogno di muovermi col tube in questi giorni. Ma mi sento in ansia. Poi non capisco perch� si devono accanire con la zona dell'University college.

Mi avvio comunque verso la biblioteca, il paper deve essere scritto. Fuori c'� una strana atmosfera, tutti sono per strada. Molti uffici sono chiusi, permettono alla gente di avviarsi verso casa adesso che praticamento tutto il sistema di trasporti � bloccato. Un gruppetto si attarda davanti a un fioraio che, su un grosso stereo portatile, si � sintonizzato sulla BBC. Siamo a trecento metri da Warren street, ma � dai media che cerchiamo di capire cosa � successo.

Almeno la meta' di noi, me compreso, ha un apparecchio multimediale in mano: dalla macchina digitale che fa anche i video al telefonino che fa le foto. Tutti riprendono, immortalano. Siamo digital citizens . Devono essere passati venti minuti dalla bomba. Continuo a cammminare. I pub sono strapieni e tutti siedono fuori. Se ne puo' approfittare per un drink visto che la giornata � fantastica, si puo' stare con jeans e maglietta senza sentire n� caldo n� freddo. Su Tottenham Court Road, tutta chiusa al traffico, si puo' camminare sull'asfalto. C'� un sacco di gente e uno strano silenzio, interrotto solo dai veicoli della polizia che si fanno strada e dai media che hanno teleobiettivi stratosferici che sembrano arrivino a vedere fin dentro ai meandri della tube.

Stasera vedro' Gerardo e Brett. In mancanza di tube, e con i bus bloccati, letteralmente, nel traffico, attraversero' tutta Londra come stanno facendo centinaia di migliaia di persone in una ordinaria giornata di panico.
L'ho scritto io alle 7/21/2005 07:44:00 PM

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